martedì 31 marzo 2009

l'intervallo è finito... tutti a scuola, tutti in classe!!!

devo riflettere se pubblicare questo post o no...

l'avevo già scritto e pubblicato... poi ci ho ripensato
non so che fare... quanti danni potrei causare?

datemi suggerimenti

Andreas e Romina... raccontateci di ICare

Andreas e Romina... raccontateci di I Care.... come è andata? cosa è successo?? La mia curiosità deve essere al più presto soddisfatta...

ciao ciao
es

lunedì 30 marzo 2009

le lavagne nel pacco





Ieri mi sono fatto una scorpacciata di LIM...Intrewrite, Smart, Sahara, Hitachi, Promethean, Mimio, Polyvision... c'è n'è di tutti i gusti e di tutti i i tipi: si possonousare con la mano, con la mano e con la penna, con solo la penna, con la penna e il pennarellone per abituare poco alla volta il docente alla nuova lavagna. Tutte con il proiettore incluso. Lo sforzo dell'agenzia è stato notevole: mostrare a tutti i presenti tutte le opportunità che ogni singola lavagna può offrire. A mio avviso... il problema si rovescia: come far si che questo strumento sia un "pezzo in più" dentro all'ambiente di apprendimento? Come utilizzare questo strumento per condurre gli alunni ad un PLE? Come fare inclusione? Il rischio è quello di tantissimi investimenti (e sono veramente tanti) ma poche idee... un nuovo pezzo di artiglieria pesante da mettere nelle soffitte delle nostre scuole.

sabato 28 marzo 2009

il voto che motiva e il voto che demotiva

Ciò che non dovremmo mai fare come insegnanti, ma che purtroppo facciamo sempre (io no... e mi tiro furoi volentieri) è mettere su di un elaborato, una verifica o una prova, il voto secco 4, 5, 6, 7...
Il voto secco è demotivante, favorisce forme di competizione all'interno del gruppo classe, mortifica e non produce migliore apprendimento. A mio avviso il docente dovrebbe fare tutta una serie di operazioni che, costano un po' di fatica e di tempo, ma che incidono sull'apprendimento e modificano le abitudini dello studente:
- indicare in cosa si è sbagliato
- indicare cosa si sarebbe potuto fare per non sbagliare
- dettagliare il percorso per arrivare ad una soluzione
- indicare quale livello ha raggiunto e dove non è stato chiaro o pertinente
- dettagliare anche le fasi di studio per supportare una determinata prova
- indicare il "peso" di un errore rispetto ad un altro
- porre domande significative che permettano una riflessione sull'errore.
Insomma tante cose, ma il voto secco NON SERVE!!
Eppure mi ritrovo tutti i giorni a gestire sofferenze di alunni (o figli) che hanno a che fare con voti che sono stati mortificanti e assolutamente non motivanti.
"Ho preso 7!" e nella verifica ci sono solo segni di spunta: giusto o sbagliato
oppure: al n2 1 errore, al n 5 1 errore...
Insegnare significa lasciare un segno!!

valutando

Nell'incontro di iera sera è emersa la "questione valutazione"... Con i miei alunni ci siamo abituati all'utilizzo di rubriche olistiche costruite insieme. Generalmente tutti gli alunni hanno una rubrica che dura per tutto il tempo dell'Unità di Apprendimento e che valuta diverse dimensione delle varie prestazioni, permette all'alunno di avere chiarezza e consapevolezza del proprio percorso e capire "dove lui si trova". Permette inoltre un processo di autovalutazione. L'avere chiarezza di ciò che ci si aspetta dal lavoro o da una prestazione è già un passo in avanti. Per noi è importante:
a. che la rubrica sia costruita insieme
b. che permetta di dare il meglio di sè offrendo opportunità differenti e valorizzando intelligenze differenti
questo apre un altra discussione... come usare la valutazione per motivare ad apprendere.
ciao ciao

giovedì 26 marzo 2009

E' difficile coltivare le connessioni quando non si è connessi!!!

Sono alcuni giorni che il "modem" della scuola non funziona!!! Prima considerazione: è difficile coltivare le connessioni se non si è connessi!!! Questa frase apre a tutta una serie di considerazioni: dal mio punto di vista riesco a recuperare un po' alla sera, quando rientro a casa, dopo avere passato in rassegna i compiti della "banda di canaglie" e se non sono troppo stanco... Ma per molti non è così... Quanto è potente l'avere la connessione... come divide la non connessione. Sarà perchè sono abituato ad essere connesso sempre...

Le belle notizie... grazie a voi e alle vostre indicazioni:
- ho imparato (e ritrovato) ad inserire Delicous... ora me lo studio meglio, ma ci sono riuscito!! Vi stimo fratelli!!! Grazie
- ho imparato ad utilizzare iSpring.free eccezionale e free (devo subito condividerlo con i miei alunni) magari segnalando nel sito della mia scuola

adesso preparo "da cena" poi stasera... tra una chiecchierata skype (per la tesi) e un po' di compagnia ai cuccioli di casa... proverò a ricoltivare qualche connessione
ciao ciao

martedì 24 marzo 2009

Post it... I giovani non sono così scapestrati!!!

Miha colpito questo passaggio: "i giovani non stanno così tanto online perchè sono scapestrati o degenerati ma perchè così fanno i cittadini della società della conoscenza"... fa riflettere. A scuola si parla di internet e di connessioni sempre con una certa prudenza e preoccupazione. Le famiglie sono preoccupate, i docenti pure... allora si scrive nei "patti di corresponsabilità" vietato portare a scuola... Proviamo per iniziare a ragionare in modo non negativo. Partiamo dunque da questi due consapevolezze:
1. ognuno può accedere alla conoscenza e può contribuire alla sua produzione
2. la produzione della conoscenza è necessariamente frutto di una negoziazione, di un confronto, di discussione e di dialogo.
Oibò!! sapere da soli non serve a nulla!!!

lunedì 23 marzo 2009

Post it ...quelli dell'onda

Ieri sera a Report (guardo anche la televisione) la "bella notizia" era su due gruppi di studenti universitari: uno di Siena e l'altro di Trieste; quelli dell'onda!!! Hanno creato una forma di cooperazione per sopperire alcune mancanze della scuola: a coppie l'alunno competente insegna, spiega e aiuta l'alunno universitario (o delle superiori o delle medie) in difficoltà per l'altissima quota che varia da ben 2€ sino a gratis!!! Che dire... bellissimo, grandissimo insegnamento di civiltà, apprendimento altissimo per entrambi
Mi viene una idea... perchè non facciamo con i nostri alunni delle elementari e delle medie nascere piccole cooperative sociali e diamo loro in gestione alcuni servizi della scuola!!!
si può fare??

ciao ciao

domenica 22 marzo 2009

Quando si inaugura una nuova scuola


Ieri mattina ho accompagnato una delle mie classi all'inaugurazione dello stato di avanzamento dei lavori della nostra scuola nuova. La scuola sarà pronta a settembre 2009, ma potremo iniziare le lezioni solo al termine della palestra... ci vorrà un altro anno. Condivido con voi l'esperienza: classi molto grandi e luminose, un'area verde intorno alle due entrate, un intero corso di scuola primaria, e laboratori enormi. Tra questi c'è anche quello di religione o dell'apprendimento creativo... i miei alunni - non trovandolo subito- erano preoccupati.. "prof, ma la nostra aula di religione dove sarà?". Bella, grande, spaziosa, con grandi finestre, molta luce, ma anche possibilità di oscurare i vetri...

La domanda è: quando il contesto, il luogo può incidere sull'apprendimento e sullo stare bene a scuola?"

venerdì 20 marzo 2009

Post it PLE continua


"La vita scolastica si svolge quasi tutta in classe. Il rimanente si svolge a casa ma non cmabia niente, ci si siede per eseguire una sequenza di compiti prordinati. La rigidità regna sovrana!" OK Andreas!!! Romperò gli indugi. Ci provo... aprirò un blog per i miei alunni - insieme ad Anna di Palma - per discutere con loro in modo libero sull'attività che facciamo in classe sul testo "The Happy Prince", metterò nel blog i lavori che svolgono nel gruppo cooperativo durante la mattinata e non darò loro nessuna indicazione se non quella di utilizzare lo spazio "commenta" per dire la loro.. che ne dici? che ne dite? potrebbe essere un modo per far uscire dalla classe e dalla rigidità??
ciao ciao
es

giovedì 19 marzo 2009

la scuola secondo me...

Oggi niente post it... un video per presentarmi...
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mercoledì 18 marzo 2009

Post it 8 Il PLE

Prima riflessione sul PLE
La personalizzazione purtroppo a scuola sta quasi tutta nei voti... e i nostri alunni sono con la mente altrove il PLE rappresenta invece costruire e realizzare un ambiente di apprendimento personale, necessariamente diverso per ciascuno... proprio ieri mattina quando un gruppo coppia mi presentava un lavoro sul mito... lo ha fatto in modo personale: una canzone in musica rap, fatta tutta da loro, con musiche, pause e parole riscritte e tanta emozione nell'esibirsi davanti a tutta la classe... io penso che a loro resterà più impresso ciò che hanno imparato, fatto e trattato rispetto al gruppo che ha fatto una bellissima presentazione elettronica stile copia incolla. é l'ora che i docenti escano da scuola, dalla lezione frontale, dall'assillo del voto e del programma da svolgere... apprendere è permettere di farlo!!

martedì 17 marzo 2009

Post it 7 "Era una scuola fatta dagli studenti"

Mi soffermo anche oggi sull'attualità di don Lorenzo Milani. Dice Andreas nel testo: "Era una scuola fatta dagli studenti, dove colui che si trovava avanti non partiva in fuga bensì utilizzava la propria posizione di vantaggio per dare una mano a chi stava più indietro" è proprio vero, non c'era bisogno dei recenti studi sull'apprendimento per capire che chi insegna ad altri impara di più. Fermandosi, mettendo a disposizione degli il "già imparato" si impara di più!! L'apprendimento cooperativo è proprio questo: mettere a disposizione di altri le proprie conoscenze, abilità e competenze; mentre lo fa apprende di più...
E' ciò che stiamo imparando in questo corso!! Apprendo da altri, leggendo, meditando, soffermandomi su altri blog, altri post, altri commenti. A volte preferisco la sola lettura che lasciare un commento, che potrebbe sapere di scontato e ovvio, e anche il silenzio è apprendimento!

ciao ciao

lunedì 16 marzo 2009

ci ho provato

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don Milani


"ogni parola che non sai è un calcio nel culo che ti prendi domani!!

"Povero Pierino mi fai quasi compassione, il privilegio lo hai pagato caro. Deformato dalla specializzazione, dai libri, dal contatto con gente tutta eguale. Perchè non vieni via? Lascia l'Università, le cariche, i partiti, mettiti soltanto a insegnare lingua solo e null'altro. Fai strada ai poveri senza farti strada. Smetti di leggere, sparisci. È l'ultima missione della tua classe"

"Lucio che aveva 36 mucche nella stalla disse 'la scuola sarà sempre meglio della merda'. Questa frase va scolpita sulla porta delle vostre scuole. Milioni di ragazzi contadini sono pronti a sottoscriverla."

post it 6 "il problema è: l'istruzione non libera la testa"

Ho spiegato nel post precedente che cerco, con fatica, di educare i miei alunni a pensare la nostra oretta settimanale come l'ora dell'apprendimento creativo!! Ci sono mille modi diversi di conoscere un bosco come ci sono mille modi diversi di conoscere una religione, una cultura, un personaggio, un evento... La domanda è: la scuola deve dire quale è il modo giusto di conoscere o deve indicare sentieri (per restare in metafora) e poi lasciare liberi gli studenti di percorrerli? L'istruzione non aiuta a liberare la testa, aiuta codificare e organizzare!!
é una questione di testa... occorre liberare la testa!!
I Care = mi interessa. Non esiste cosa al mondo di cui dire non mi interessa (o peggio me ne frego!). L'I care di don Milani ci ricorda che il nostro potenziale di esistenza si alimenta unicamente attraverso l'attenzione verso il mondo esterno e la compartecipazione. Il sapere o è condiviso o non è. La mediazione della conoscenza attraverso la cooperazione, il confronto, il dialogo, la discussione è una strada da percorrere. Il problema è dare più spazio a questo a discapito della trasmissione di saperi e di una didattica prevalentemente disciplinare. Più ovvio per la scuola primaria, molto lontano per la scuola media, impensabile per la scuola superiore. Impossibile per le Università. Come dire dal PPT del docente universitario... alla blogclasse del corso di editing!!!
Mi fermo qui... penso che per ogni insegnante materiale su cui riflettere ce ne sia in abbondanza

venerdì 13 marzo 2009

post it n5 "La passeggiata nel bosco"

Quando dico ai miei alunni che la nostra ora di lezione deve essere l'ora dell'apprendimento creativo li vedo un po' impauriti e un po' perplessi. E mi stupisco! Sono abituati alla lezione tradizionale: lezione frontale, le verità del docente, le verità del libro, l'impostazione della scuola, della classe, dei banchi. La mia fortuna è di avere costruito una classe (un ambiente di apprendimento, un bosco) abbastanza creativo ed inusuale. Non ci sono i banchi, ma tavoloni in cui lavorare sempre in gruppo o in coppia; non c'è la cattedra (tutto non ci può stare), c'è una lavagna interattiva multimediale, per ogni tavolo una postazione elettronica, negli angoli luoghi di appoggio di materiali, libri, quaderni, pennarelli, cartine, dizionari, giornali...
Chiedo loro di essere molto esigenti con le cose che imparano, che trattano, di avere un approccio serio con la disciplina, ma altrettanto chiedo loro di apprendere in modo creativo, personale, di scegliere il sentiero che meglio risponde al loro stile cognitivo. Realizzare una presentazione elettronica che riporta esattamente le parole di una scheda non è assolutamente un atto creativo (come non lo è ripetere a memoria ciò che un libro dice), inventare una canzone o produrre un mini video (con didascalie, disegni, foto, titoli, scelta di transizioni, di musiche) sono atti creativi e che permettono a ciascuno di "raggiungere quella particolare conoscenza. semplicemente godendosi una passeggiata, una due, molte volte e andondo dove qualcosa piace". Quanti modi diversi ci sono di conoscere il bosco? Infiniti.

ciao ciao

giovedì 12 marzo 2009

post it n4 "Il mezzadro"

Essere mezzadri non era essere semplicemente contadini. Un contratto di lavoro tra "padrone" e "contadino". Il contadino abitava la terra, la conduceva e cedeva il 50% dei suoi prodotti al padrone.
Per la varietà del suo lavoro doveva essere un uomo di grande competenza e versalità.. la lettura di questa metafora è entusiasmante e ci aiuta a ri-riflettere sul nostro ruolo di docenti e di educatori. Va letta tutta, sino alla fine, poi va riletta e riletta ancora. L'insieme delle nostre aule è il nostro orto. L'aula è un luogo delle connessioni; i feed che decidiamo di lasciare sono come gli ortaggi che decidiamo di seminare e di piantare: lo dobbiamo sapere noi di cosa abbiamo bisogno!!!
Nella vita reale ho avuto la fortuna di avere connessioni di questo tipo. Ci tornerò e approfondirò!!

ciao ciao
es

mercoledì 11 marzo 2009

post it n3 "Internet è una cosa viva"

"Internet è una cosa viva, come sono vive le comunità che ospita". Anche la nostra!! Una comunità umana prima di tutto, prima di essere una comunità di studenti! A noi il compito di mantenere, curare e far crescere le relazioni. La cura delle relazioni è la cura delle persone. A noi il compito di dare qualità e profondità alle relazioni, nel modo di scrivere e commentare, di leggere e meditare.

Bastano competenze elementari, ci vuole creatività! Ci vuole un po' di "follia". Il video sui folli è molto esplicito e rende bene. Occorre coltivare e custodire la capacità di comunicare con entità vive, empatizzare al punto di ascoltarle e saper parlare con loro.

La scuola, la classe, le persone della classe sono entità vive! Altro che se lo sono!! Le metafore sono perfette!! I nostri alunni prima di tutto ci chiedono di essere riconosciuti come persone e come entità vive.

ciao ciao
es

martedì 10 marzo 2009

post it "Coltivare le connessioni"

La metafora come modo di comunicare il nuovo. Brillante: dentro e fuori: dentro a ciò che ci è familiare, ma che contemporaneamente ci porta al di fuori dall'istituzionale, dal già detto!

La rigidità dell'istruzione è il problema quotidiano, è ciò che impedisce ai docenti di uscire dall'organizzazione strutturata della scuola e accompagnare gli alunni "nella passeggiata del bosco" dell'innovazione, del modo nuovo di comprendere la realtà.

L'incremento continuo di organizzazione è esponenziale perchè ha a che fare con la complessità. E' la complessità che ha generato l'esplosione. La complessità deve esserci nota: si pone appunto la sfida di imparare ad affrontare una successione sempre più serrata di mutamenti.

Le reti: insieme di nodi e connessioni. I nodi sono tutti equivalenti ed equidistanti. Non ci sono nodi di un tipo e nodi di un altro.

La cura delle connessioni è la cura della rete.

Le considerazioni educative... ogni può liberamente commentare e fare le sue

Bellissimo!!!
al prossimo post-it

es

lunedì 9 marzo 2009

Accompagnare la lettura di "Coltivare le connessioni" di iamarf

Vorrei accompagnare la lettura del testo "Coltivare le connessioni" con piccoli post - it "mentre leggo", magari uno al giorno, a seconda delle sollecitazioni e delle aperture che il testo suggerisce alla mia esperienza. Quindi lettura "meditata" e accompagnata da piccoli post-it, domande, interrogativi, sottolineature, approvazioni... ma molto brevi e di immediata lettura.

Partirei dalla prima, un commento al titolo come previsione, cioè cosa mi aspetto, dal titolo, di trovare nel testo. Coltivare le connessioni mi rimanda all'idea di coltivare le relazioni, la rete di incontri, emozioni e persone all'interno di una comunità.

Il nickname: "i nickname che le persone si attribuiscono concorrono a formare la loro identità... rappresenta un momento di riflessione, un approfondimento, una sensazione, uno stato d'animo". Il mio nickname (o perlomeno quello che uso solitamente) è bealalulele. E' un nickname che si è evoluto con il tempo: all'inzio era bealallu: quelli con cui parlavo via rete pensavano sempre di avere dall'altra parte una donna o una ragazza. Era invece per me il rendere omaggio alle mie prime due figlie Beatrice (bea) e Lucrezia (Lallu). Poi è nato Gabriele e il nickname (non avrei potuto fare ingiustizie!!) è diventato bealalulele. Molti però continuano a chiedermi come mi chiamo realmente!!

Bealalulele è una metafora di ciò che più ha cambiato la mia vita?

Ai prossimi "post-it" e torno alla lettura del testo...

domenica 8 marzo 2009

Mi presento...la blogclasse per il corso di Editing



Utilizziamo il blog per creare unablogclasse. Quindi come prima cosa mi presento:


mi chiamo Enrico Sitta, sono sposato e ho tre figli (Beatrice, Lucrezia e Gabriele); vivo a Modena vicino alla torre Ghirlandina (un patrimonio dell'umanità). Sono docente di IRC in una scuola media di Modena, ho 427 splendidi alunni... uno diverso dall'altro, per cui 427 ricchezze che girano per la scuola. Ricopro l'incarico di vice preside da alcuni anni. Sono iscritto alla IUL dopo alcuni anni di frequenza (ed esami) a Lettere e Filosofia di Bologna, poi Scienze della Formazione ed ora... la IUL!!! Mi mancano due esami alla fine... uno è questo di editing che affronto con l'entusiasmo del primo!!!


cosa mi attendo dal corso:


- imparare cose nuove


- stressare (Socratimanente) i miei alunni facendole sperimentare anche a loro

PS questo sono io... sto alla lavagna, sto aprendo un file, forse è un filmato fatto con pinnacle 11 o una mappa?? non lo ricordo.



per il momento... buon percorso insieme





es

venerdì 6 marzo 2009

Editing Multimediale

Al via il corso di Editing Multimediale dell'Università IUL (Italian University Line).
Docente del corso Prof. Andreas Formiconi; tutor di percorso Romina Agresti.
la blogclasse va in scena.

Mappare


La religione musulmana in mappa concettuale

Presentazione alla classe, attraverso alcune slide di contenuto, gli elementi essenziali della religione musulmana; discussione insieme e costruzione di una mappa concettuale cooperativa con la LIM.
Ecco cosa è emerso dal lavoro di una classe di prima (1I Scuola Secondaria di Primo Grado "G. Marconi" - Modena.
Al termine dell'attività ho stampato la mappa per tutti gli alunni che, a casa, hanno potuto studiare con la mappa concettuale "sotto". Inoltre la co-costruzione fatta insieme in classe, riflettendo a voce alta sui vari passaggi, ha permesso agli alunni di avere un "modello" di riferimento per costruire nuove e anche più belle mappe concettuali.

Lo storytelling e lo storyboard


Il Mito con la LIM
In ogni classe, a coppie, hanno letto un mito della religione dei greci; disegnato lo storyboard e creato un breve story telling da presentare al resto della classe. Con la LIM abbiamo riflettuto sui disegni, sulle storie, sui testi; inoltre, attraverso la narrazione orale e l'esposizione abbiamo avuto modo di potenziare la capacità di raccontare a coppie.

Nel disegno (di Giulia e Anita) la conclusione del mito di "Demetra e Core" la nascita delle stagioni.